Eutanasia e nazismo: il programma Aktion T4

Tra il ’39 e il ’41 nella Germania Nazista, prima di altri, vennero uccisi decine di migliaia di tedeschi: erano bambini e persone adulte disabili o malati di mente, vite “indegne di essere vissute”. Aktion T4 (dall’indirizzo della sede operativa della struttura a Berlino, Tiergartenstrasse 4), il nome più noto per una vicenda poco conosciuta e letteralmente insabbiata per decenni dopo la guerra, è la realizzazione, drammaticamente efficiente, di un progetto di eliminazione del “diverso” e dell’”inutile”. Progetto segreto e ideato da pochi, ma nei fatti realizzato sotto gli occhi di tutti, con una regia attenta a cogliere il consenso della classe medica e della popolazione, indotta a credere che fosse la cosa giusta.

Nel ’41, anche a seguito delle crescenti proteste della popolazione che si interroga sul numero di decessi negli istituti e della Chiesa Cattolica che denuncia lo sterminio, Aktion T4 cessa ufficialmente, ma le uccisioni proseguono fino a dopo la fine della guerra: furono oltre trecentomila le persone che sparirono in questo modo, non solo in Germania e Austria. Gli esiti di questa operazione vedono coinvolti anche Ospedali Psichatrici italiani (Trieste, Venezia, Treviso, Pergine Valsugana TN). (Da Ausmerzen)

La fotografia, scattata da un cittadino di Hadamar, mostra il fumo delle cremazioni che si alza dal castello trasformato in clinica della morte

La fotografia, scattata da un cittadino di Hadamar, mostra il fumo delle cremazioni che si alza dal castello trasformato in clinica della morte

Marco Paolini ha dedicato un libro e un interessante spettacolo al tema andato in onda il 26 gennaio 2011

Emmi G. di soli 16 anni fu una delle 70.000 vittime del programma "T4". Giudicata "schizofrenica" venne sterilizzata. Successivamente fu inviata a Meseritz-Obrawalde dove venne uccisa il 7 dicembre 1942 con una overdose di tranquillanti.

Emmi G. di soli 16 anni fu una delle 70.000 vittime del programma “T4”. Giudicata “schizofrenica” venne sterilizzata. Successivamente fu inviata a Meseritz-Obrawalde dove venne uccisa il 7 dicembre 1942 con una overdose di tranquillanti.

Per approfondire: il sito olokaustos propone molti interessanti documenti

Fonti bibliografiche

Paolini M., Ausmerzen, vite indegne di essere vissute, Eiunaudi, Torino 2012.

Lifton R.J., I medici nazisti. La psicologia del genocidio, BUR, Milano 2003.
Friedlander H., Le origini del genocidio nazista, Editori Riuniti, Roma 1997.
Fontanari D., Toresini L., a cura di., Psichiatria e Nazismo, atti del convegno S. Servolo” 9 ottobre 1998.
Ricciardi von Platen A., Il Nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, Le Lettere, Firenze 2000. (Prima uscita 1948)
Lallo A. Toresini L., Psichiatria e Nazismo, Ediciclo Editore, Portogruaro 2001.
Associazione Olokaustos, Progetto Eutanasia. Sterminate i disabili,  d’Assain Editore, Venezia, 2007.
De Martis G., Pauline, 2008.
Hinterhuber H., Uccisi e dimenticati, Museo storico in Trento 2003.
Moriani G., Il secolo dell’odio, Marsilio, Venezia 1999.
Tregenza M., Purificare e distruggere, Ombre Corte 2006.
AA.VV, Atti del Convegno Bolzano 10 marzo 1995, Follia e pulizia etnica in Alto Adige, in “fogli di informazione” n.177, Centro di documentazione Pistoia Edtrice
Benevelli Luigi, Medici che uccisero i loro pazienti. Gli psichiatri tedeschi e il nazismo, Ebraica, Mantova 2005.
Paolini M., Chi sei tu per me, Erickson, Trento 2009.
Arendt H. , La banalità del male, Feltrinelli, Milano 1963.
Levi P., La tregua, Einaudi, Torino 1963.
Levi P., Se questo è un uomo, Einaudi, Torino 1958.
Rigoni Stern M., Aspettando l’alba, Einaudi, Torino 2004.

Sitografia
United States Holocaust Memorial Museum
Olokaustos
Museo virtual delle intolleranze e degli stermini, AMIS
RAI, Segretariato Sociale

Video
Intervista a Michael von Cranach, 2006, Jolefilm Padova
Intervista a Alice Ricciardi von Platen, 2006, Jolefilm Padova

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Un pensiero su “Eutanasia e nazismo: il programma Aktion T4

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