Sport e storia: Le Olimpiadi del 1968-1972 tra contestazione e terrorismo

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Il tempo e la Storia – Olimpiadi 1968 – 1972 tra contestazione e terrorismo con il prof. Paolo Colombo

http://www.raiplay.it/video/2016/07/Il-tempo-e-la-Storia—Olimpiadi-1968—1972-tra-contestazione-e-terrorismo-con-il-prof-Paolo-Colombo-del-28072016-47852913-2063-46e5-a790-0abeb83fd9ca.html

Per una ricostruzione del legame tra Storia e Olimpiadi segui lo speciale di Rai Storia con decine di video dedicati.

Ottant’anni fa i Giochi Olimpici di Berlino: il grande sfoggio del potere nazista, “beffato”  da uno dei più noti atleti di tutti i tempi: Jesse Owens. Parte da qui – incrociando vicende sportive e dinamiche geopolitiche internazionali – lo Speciale “Olimpiadi. Uomini e Storia” che Rai Cultura propone martedì 12 luglio alle 21.30 su Rai Storia.

Un racconto che si snoda anche attraverso le Olimpiadi del 1960 a Roma. La manifestazione assume per il Paese una straordinaria importanza, anche perché, in pieno boom economico, l’antica capitale può dare mostra di sé agli occhi del mondo, e lo fa nel migliore dei modi.

Roma si rinnova, costruisce un villaggio olimpico destinato a lasciare un segno profondo nell’immaginario collettivo e vive in prima persona l’approccio alla grande comunicazione globale grazie alla televisione, e lo fa attraverso imprese ormai leggendarie come quella di Abebe Bikila, il maratoneta scalzo sulle pietre della via Appia Antica.

Siamo, però, in piena guerra fredda, e la politica non può essere estranea nemmeno alle Olimpiadi. Politica del terrore, quella che irrompe tragicamente a Monaco nel 1972, politica del boicottaggio quella che da Montreal 1976 sembra l’ingrediente indispensabile delle manifestazioni a venire.

Ma ci sono anche due edizioni che agli occhi del mondo intero hanno rappresentato, sul versante sportivo e diplomatico, la Guerra Fredda e la separazione in due grandi blocchi: Mosca 1980 e Los Angeles 1984.

Le Olimpiadi di Mosca, nel loro sfarzo di regime, sono il simbolo più evidente di come, sebbene passati alla storia come i giochi dei grandi assenti, le imprese sportive siano in grado di travalicare ogni sovrastruttura politica. Per ogni italiano Mosca è la gioia della medaglia d’oro di Pietro Mennea, o ancora la grazia di Sara Simeoni che sorvola l’asticella del salto in alto.

Ma anche Los Angeles 1984, perfetta sintesi di spettacolo hollywoodiano e propaganda, risposta americana allo schiaffo di Mosca, ci lascia oggi negli occhi le falcate di Carl Lewis, molto simili a quelle del suo predecessore Jesse Owens.

Sport e geopolitica, imprese umane e boicottaggi governativi, storie di fatica e storie di delicati equilibri internazionali. I Giochi Olimpici come grande metafora della vita e della storia.

 

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