Tre incontri di Mario Isnenghi sul 1917

Tre incontri di Mario Isnenghi sul 1917, anno di svolta della Prima guerra mondiale – 22 febbraio, 1 e 8 marzo – Ateneo Veneto

Anno grande e terribile il 1917, in tutti i paesi e su tutti i fronti: in
Russia una doppia rivoluzione, in Italia Caporetto, uno dei tanti segni che la guerra è durata troppo più sul previsto, i popoli sono vicini a mollare, gli eserciti non ce la fanno più. Si comincia a parlare di come arrivare alla pace, dall’alto o dal basso, il socialismo riprende fiato, ci sono proteste di militari, agitazioni operaie nelle città : “il prossimo inverno non più in trincea” –invoca il deputato socialista Claudio Treves, mentre entra in circolazione l’“inutile strage” del Papa. E però: ‘pace senza annessioni’? E allora che cosa si è combattuto a fare?! Bisogna pur dare un senso alla fatica e alla morte di milioni di persone. Ma quali sono i rispettivi ‘scopi di guerra’? Cosa pensano, cosa fanno gli alti comandi, gli ufficiali di trincea, le masse popolari messe in divisa, gli uomini e le donne che scrivono come non hanno scritto mai prima d’ora?

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Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute

Dopo lo spettacolo Ausmerzen e il suo successo, anche per rispondere alle domande che lo spettacolo stesso aveva creato, Marco Paolini si è immerso per un anno nella scrittura, rielaborando e tessendo in narrazione una mole enorme di dati, alcuni dei quali – tra i piú sconvolgenti – quasi sconosciuti.
L’interrogazione su eugenetica, scienza ed etica, e sulle politiche del potere si fonde nel racconto. Un narratore appassionato, pieno di sdegno e pudore, e non privo di humour, ci consegna cosí un libro di feroce potenza, destinato a diventare necessario.

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Estratto tratto da Ausmerzen  http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880621017PCA.pdf

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Estratto tratto dal Taccuino di lavoro http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880621241PCA.pdf  

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“Tolta la ripugnanza morale dei suoi obiettivi (o, per essere precisi, la scala smisurata dell’obbrobrio morale), tale attività non differisce in alcun senso formale (l’unico esprimibile nel linguaggio della burocrazia) da tutte le altre attività organizzate, programmate, seguite e controllate dalle «normali» sezioni amministrative ed economiche.” Z. Bauman, Modernità e Olocausto, il Mulino, Bologna 1992.

Approfondimento su H. Arendt La banalità del male

Approfondimento sul  programma Aktion T4

Presentazione power point  ausmerzen

Orientamento e test di accesso

Non sai ancora cosa fare all’Università? Come fare la scelta giusta?

Ecco un test realizzato da Almalaurea

AlmaOrièntati è un percorso di orientamento alla scelta universitaria, realizzato da un team di psicologi, sociologi, statistici e informatici coordinati dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea.
Le informazioni fanno riferimento alle indagini AlmaLaurea e ad analisi e banche dati accreditate in Italia e in Europa (Ministero dell’Università e della Ricerca, Istat, Ocse).

AlmaOrièntati è anche un’app (per Android e iOS) ed è disponibile in versione web mobile per qualsiasi smartphone. Scegli la tua versione.

Le varie Università organizzano attività di orientamento per gli studenti degli ultimi due anni delle scuole superiori:

E’ anche possibile richiedere un incontro individuale e gratuito con degli psicologi esperti nel processo di orientamento (vedi servizio C.U.O.R.I dell’Esu di Venezia e “Ascolto Attivo” dell’Università Cà Foscari)

Hai già individuato i corsi più interessanti per te? I seguenti link potranno aiutarti ad affinare ulteriormente la tua scelta:

TEST DI ACCESSSO

Seminari attivi presso l’Università di Padova “Comprendere le domande dei test di accesso” e “Mettiamoci alla prova” presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia

Per allenarsi ai vari test:

Nazionali (Accesso programmato MIUR)

Per tutte le altre facoltà i test sono realizzati dalle singole università ed è quindi opportuno consultare i siti relativi. Ecco alcuni esempi.

ALTRE OPPORTUNITÀ FORMATIVE

Hans Jonas, Il Prometeo scatenato


Di fronte alle nuove conquiste della scienza e della tecnica con­temporanee, che hanno posto l’uomo in una posizione impara­gonabile a quella del passato rispetto alla natura, anche l’eti­ca deve andare incontro a una nuova fondazione.

cover69Il Prometeo irresistibilmente scatenato, al quale la scienza conferisce forze senza precedenti e l’economia imprime un impulso incessante, esige un’etica che me­diante auto-restrizioni impedisca alla sua potenza di di­ventare una sventura per l’uomo. La consapevolezza che le promesse della tecnica moderna si sono trasfor­mate in minaccia, o che questa è indissolubilmente con­giunta a quelle, costituisce la tesi da cui prende le mos­se questo volume. Essa va al di là della constatazione della minaccia fisica. La sottomissione della natura fina­lizzata alla felicità umana ha lanciato col suo smisurato successo, che coinvolge ora anche la natura stessa dell’uomo, la più grande sfida che sia mai venuta all’esse­re umano dal suo stesso agire. Tutto è qui nuovo, dissi­mile dal passato sia nel genere che nelle dimensioni: ciò che l’uomo è oggi in grado di fare e, nell’irresistibile esercizio di tale facoltà, è costretto a continuare a fare, non ha eguali nell’esperienza passata, alla quale tutta la saggezza tradizionale sul comportamento giusto era im­prontata. Nessuna etica tradizionale ci ammaestra quin­di sulle norme del «bene» e del «male» alle quali vanno subordinate le modalità interamente nuove del potere e delle sue possibili creazioni. La terra vergine della prassi collettiva, in cui ci siamo addentrati con l’alta tec­nologia, è per la teoria etica ancora terra di nessuno. In questo vuoto (che è nel contempo anche il vuoto dell’o­dierno relativismo dei valori) si colloca l’indagine qui presentata. Che cosa può fornirci un criterio? Lo stesso pericolo prefigurato dal pensiero! In questo suo bale­narci incontro dal futuro, nella prefigurazione delle sue estensioni planetarie e delle sue durevoli conseguenze sull’uomo, è possibile scoprire alfine i principi etici da cui sono desumibili i nuovi doveri del nuovo potere. De­finisco ciò «euristica della paura». Soltanto il previsto stravolgimento dell’uomo ci aiuta a cogliere il concetto di umanità che va preservato da quel pericolo. Sappia­mo ciò che è in gioco soltanto se sappiamo che esso è in gioco. Poiché qui non si tratta soltanto del destino uma­no, ma anche dell’immagine dell’uomo, non soltanto di sopravvivenza fisica, ma anche di integrità dell’essere, l’etica che ha la funzione di salvaguardarle entrambe dev’essere, al di là della dimensione della prudenza, quella del rispetto (Ehrfurcht).

La fondazione di tale etica, non più legata alla sfera direttamente interpersonale del presente, deve esten­dersi alla metafisica, a partire dalla quale soltanto si po­trà porre la questione del perché gli uomini debbano esistere nel mondo, del perché quindi valga l’impera­tivo incondizionato di assicurare la loro esistenza futu­ra. L’avventura della tecnologia con le sue imprese ar­rischiate fino all’estremo costringe ad assumersi il ri­schio di una riflessione spinta all’estremo. Qui si ten­terà tale fondazione, in contrasto con la rinuncia positivistico-analitica della filosofia contemporanea. Nell’ambito dell’ontologia verranno risollevate le anti­che questioni concernenti il rapporto fra essere e dover essere, causa e scopo, natura e valore, per ancorare all’essere, al di là del soggettivismo dei valori, il nuovo obbligo dell’uomo.

Tuttavia il tema vero e proprio è costituito dalla com­parsa stessa di questo nuovo obbligo, sintetizzato nel concetto di responsabilità. Pur non essendo certo un fe­nomeno nuovo in ambito morale, la responsabilità non ha mai avuto un tale oggetto e finora anche la teoria eti­ca se ne è occupata poco. Sia il sapere che il potere era­no troppo limitati per includere il futuro più lontano nelle previsioni e addirittura il globo terrestre nella co­scienza della propria causalità. Anziché interrogarsi oziosamente sulle remote conseguenze di un destino ignoto, l’etica si è concentrata sulla qualità morale dell’atto momentaneo stesso, nel quale il diritto del prossi­mo che condivide la nostra sorte ha da essere rispetta­to. Nel segno della tecnologia, però, l’etica ha a che ve­dere con le azioni (sia pure non più del soggetto singo­lo) che hanno una portata causale senza eguali, accompagnate da una conoscenza del futuro che, per quanto incompleta, va egualmente al di là di ogni sa­pere precedente. A ciò si aggiunge la scala delle conse­guenze a lungo termine e spesso della loro irreversibi­lità. Tutto ciò pone la responsabilità al centro dell’etica, con orizzonti spaziali e temporali corrispondenti appun­to a quelli delle azioni. Per questo la teoria della respon­sabilità, a tutt’oggi una lacuna, costituisce il centro dell’opera.

H. Jonas, Il principio responsabilità

RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE

Da quale tesi prende le mosse il brano di Jonas?

Che cosa significa euristica della paura?

Quali dimensioni dell’essere umano sono in pericolo secon­do Jonas? Perché?

Che cosa propone l’etica della responsabilità di Jonas?

Versione Word

Bhopal e il principio responsabilità

Spettacolo teatrale di Marco Paolini

Video del National Geographic

Bibliografia: D. Lapierre, J. Moro, Mezzanotte e cinque a Bhopal, Mondadori, Milano 2001.

Per Jonas il nuovo imperativo categorico può definirsi in questi termini: “non compromettere le condizioni di una permanenza illimitata dell’uomo sulla terra”.

Anche  Einstein, autore insieme a Russell del famoso manifesto antinucleare, si esprime in termini analoghi: ” L’uomo e la sua sicurezza devono costituire la prima preoccupazione di ogni avventura tecnologica. Non lo dimenticate quando siete immersi nei vostri calcoli e nelle vostre equazioni”.

A partire dalla visione dei documenti quali priorità  dovrebbero guidare lo sviluppo economico dei paese più avanzati?

 

Sport e storia: Le Olimpiadi del 1968-1972 tra contestazione e terrorismo

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Il tempo e la Storia – Olimpiadi 1968 – 1972 tra contestazione e terrorismo con il prof. Paolo Colombo

http://www.raiplay.it/video/2016/07/Il-tempo-e-la-Storia—Olimpiadi-1968—1972-tra-contestazione-e-terrorismo-con-il-prof-Paolo-Colombo-del-28072016-47852913-2063-46e5-a790-0abeb83fd9ca.html

Per una ricostruzione del legame tra Storia e Olimpiadi segui lo speciale di Rai Storia con decine di video dedicati.

Ottant’anni fa i Giochi Olimpici di Berlino: il grande sfoggio del potere nazista, “beffato”  da uno dei più noti atleti di tutti i tempi: Jesse Owens. Parte da qui – incrociando vicende sportive e dinamiche geopolitiche internazionali – lo Speciale “Olimpiadi. Uomini e Storia” che Rai Cultura propone martedì 12 luglio alle 21.30 su Rai Storia.

Un racconto che si snoda anche attraverso le Olimpiadi del 1960 a Roma. La manifestazione assume per il Paese una straordinaria importanza, anche perché, in pieno boom economico, l’antica capitale può dare mostra di sé agli occhi del mondo, e lo fa nel migliore dei modi.

Roma si rinnova, costruisce un villaggio olimpico destinato a lasciare un segno profondo nell’immaginario collettivo e vive in prima persona l’approccio alla grande comunicazione globale grazie alla televisione, e lo fa attraverso imprese ormai leggendarie come quella di Abebe Bikila, il maratoneta scalzo sulle pietre della via Appia Antica.

Siamo, però, in piena guerra fredda, e la politica non può essere estranea nemmeno alle Olimpiadi. Politica del terrore, quella che irrompe tragicamente a Monaco nel 1972, politica del boicottaggio quella che da Montreal 1976 sembra l’ingrediente indispensabile delle manifestazioni a venire.

Ma ci sono anche due edizioni che agli occhi del mondo intero hanno rappresentato, sul versante sportivo e diplomatico, la Guerra Fredda e la separazione in due grandi blocchi: Mosca 1980 e Los Angeles 1984.

Le Olimpiadi di Mosca, nel loro sfarzo di regime, sono il simbolo più evidente di come, sebbene passati alla storia come i giochi dei grandi assenti, le imprese sportive siano in grado di travalicare ogni sovrastruttura politica. Per ogni italiano Mosca è la gioia della medaglia d’oro di Pietro Mennea, o ancora la grazia di Sara Simeoni che sorvola l’asticella del salto in alto.

Ma anche Los Angeles 1984, perfetta sintesi di spettacolo hollywoodiano e propaganda, risposta americana allo schiaffo di Mosca, ci lascia oggi negli occhi le falcate di Carl Lewis, molto simili a quelle del suo predecessore Jesse Owens.

Sport e geopolitica, imprese umane e boicottaggi governativi, storie di fatica e storie di delicati equilibri internazionali. I Giochi Olimpici come grande metafora della vita e della storia.

 

eBook di filosofia: M. Andreozzi (a cura di), Etiche dell’ambiente

Segnaliamo questa interessante pubblicazione dedicata all’etica dell’ambiente

bibliofilosofiamilano

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M. Andreozzi (a cura di),Etiche dell’ambiente. Voci e prospettive, LED

Numerosi sono gli autori e le autrici internazionali che, nel corso degli ultimi decenni, hanno dedicato parte delle proprie ricerche e pubblicazioni alle environmental ethics. Anche l’attenzione data all’etica dell’ambiente dall’editoria italiana è tutt’altro che irrilevante: tanto il dibattito internazionale quanto quello nazionale sono, infatti, più che egregiamente già documentati nella nostra lingua. Il principale fine di questo volume è tuttavia in buona parte originale e diverso da quello delle svariate e meritevoli opere italiane esistenti sull’argomento. Dando voce sia ad alcuni dei nomi – italiani e stranieri – più famosi all’interno dello studio della materia che ad autrici e autori italiani più giovani o meno conosciuti, il testo non intende semplicemente illustrare alcune delle prospettive più rappresentative della disciplina, ma anche estendere l’invito a entrare nel vivo di questo interessante dibattito filosofico a nuovi possibili…

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