Storia di un “pessimo” studente: Albert Einstein

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Einstein: Per noi che crediamo nella fisica la divisione tra passato presente e futuro è solo un’ostinata illusione

“Tu parli di flusso obbligato del tempo. La parola obbligato implica però un’esperienza soggettiva, i contenuti di coscienza e l’ordine in cui essi ci appaiono necessari (a causa del ricordo). In tutto ciò il qui e ora svolge un ruolo determinante; ma anch’esso  va eliminato nella costruzione concettuale del mondo oggettivo (proprio per questo Bergson[1] è tanto offeso)”.[2] dalla Lettrea a Michele  Besso del 13 luglio 1952

“Per noi che crediamo nella fisica, la divisione tra passato presente e futuro è solo un’ostinata illusione”[3] dalla Lettera al figlio e alla sorella di Michele Besso (morto da pochi giorni a Ginevra) del marzo 1953.

“Il fatto è che non riesci ad abituarti all’idea che il tempo soggettivo e il «qui e ora» non devono avere alcun valore oggettivo. Pena a Bergson! Se c’è qualcosa di vero nella relatività generale, non esistono «figure naturali» che facciano parte di uno spazio”. [4] dalla Lettera a Michele Besso del 29 luglio 1953.

NOTE



[1] Con il suo Durée et simultanéité: à propos de la théorie d’Einstein (1922), avanzò non poche critiche contro la teoria relativistica. La sua argomentazione, fondata sulla nozione soggettiva di tempo, ignorava peraltro il tema einstaniano del rapporto tra geometria e fisica.

[2] Einstein (1952), p.695.

[3] Bellone (1989), p.671.

[4] Bellone (1989), p.701.

Einstein su Schopenhauer

Albert Einstein (14 marzo 1879-18 aprile 1955) einsteinL’affermazione di Schopenhauer che “un uomo può fare come vuole ma non può volere come vuole” è stata un’ispirazione per me sin dalla giovinezza e una continua consolazione e inesauribile sorgente di pazienza di fronte alle difficoltà della vita, mia e degli altri. Tale sentimento mitiga pietosamente il senso di responsabilità che così facilmente diventa paralizzante e ci garantisce dal prendere noi e gli altri troppo sul serio; conduce a una visione della vita in cui l’umorismo, sopra ogni cosa, ha il peso dovuto”

A. Einstein, Il mondo come io lo vedo, Newton & Compton editori, Roma 2005, p.24.