Genio e follia

Lo spirito creativo dell’artista, pur condizionato dall’evolversi di una malattia, è al di là dell’opposizione tra normale e anormale e può essere metaforicamente rappresentato come la perla che nasce dalla malattia della conchiglia: come non si pensa alla malattia della conchiglia ammirandone la perla, così di fronte alla forza vitale dell’opera non pensiamo alla schizofrenia che forse era la condizione della sua nascita.
Karl Jaspers, Genio e follia, 1922

Il genio abita semplicemente al piano di sopra della follia.

Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit.

L. A. Seneca, De tranquillitate animi.

 

 

Einstein su Schopenhauer

Albert Einstein (14 marzo 1879-18 aprile 1955) einsteinL’affermazione di Schopenhauer che “un uomo può fare come vuole ma non può volere come vuole” è stata un’ispirazione per me sin dalla giovinezza e una continua consolazione e inesauribile sorgente di pazienza di fronte alle difficoltà della vita, mia e degli altri. Tale sentimento mitiga pietosamente il senso di responsabilità che così facilmente diventa paralizzante e ci garantisce dal prendere noi e gli altri troppo sul serio; conduce a una visione della vita in cui l’umorismo, sopra ogni cosa, ha il peso dovuto”

A. Einstein, Il mondo come io lo vedo, Newton & Compton editori, Roma 2005, p.24.